Come reagire alle ingiustizie sul lavoro

di Valentina Cervelli Commenta

Come reagire alle ingiustizie sul lavoro? Non di rado si incontrano in ambito professionale persone invidiose o frustrate che tentando di fare di tutto per rendere la vita del lavoratore un inferno: imparare a gestirle può portare numerosi vantaggi. Vediamo come fare.

Per prima cosa bisogna tenere gli occhi bene aperti: soprattutto se si è in un contesto dove vi sono molti colleghi, per quanto il rispetto e la fiducia debbano venire al primo posto è altrettanto importante non far calare mai la propria attenzione. Questo non significa essere guardinghi ma semplicemente, nel vero senso della parola, fare attenzione ai dettagli, soprattutto quelli del proprio lavoro. Non si tratta di qualcosa di inutile: è la base della propria difesa e del proprio attacco contro chi si staglia, ingiustamente, contro.

La seconda cosa da fare è tenersi pronti a chiamare in causa, se necessario, un superiore: soprattutto se si hanno prove dell’ingiustizia subita. Ovviamente i tempi di “intervento” cambieranno a seconda del contesto lavorativo, ma ciò non toglie il fatto che i propri “capi” sono al loro posto per far sì che tutto funzioni bene e di conseguenza sono chiamati anche a controllare che tutti gli operatori alle loro dipendenze non incorrano in problemi di sorta.

Ed infine, se l’ingiustizia dovesse essere reiterata e in ambito strettamente lavorativo dovesse essere impossibile combatterla, se si ravvisano i parametri per una denuncia di mobbing è bene prima di tutto parlare con il sindacalista di referenza e poi provvedere, grazie allo stesso o ad un avvocato di fiducia alla denuncia.

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