Come pulire l’acciaio

di Daniela Commenta

Molti degli accessori e degli oggetti che abbiamo nelle nostre case sono realizzati in acciaio, una lega composta da ferro e carbonio che ben si presta ad essere la fabbricazione di cucine, piani, lavelli, pentole e molto altro. In particolare, l’acciaio usato per la produzione di questi utensili è definito inossidabile, o inox, perché possiede la proprietà di non arrugginire se esposto all’aria e all’acqua. A differenza di quello che si può pensare, pulire le superfici e gli oggetti in acciaio non è difficile, vediamo insieme, quindi, come fare.

Come pulire l’acciaio con metodi naturali

Per pulire lavelli, piani cottura e altre superfici in acciaio si può ricorrere ai prodotti specifici che si trovano in commercio dalle proprietà anti calcare o lucidanti; alla lunga, però questi prodotti possono opacizzare le superfici, pertanto è meglio intervenire con metodi naturali. Per la pulizia dell’acciaio diluite in uno spruzzino due parti d’acqua, una parte d’aceto e tre cucchiai di detersivo per piatti; passate questa soluzione sulla superficie da pulire con una spugna, risciacquate e asciugate.

Per lucidare l’acciaio potete affidarvi alla soda solvay, da diluire in acqua e da passare sull’acciaio insieme a un po’ di detersivo per piatti; risciacquate bene e poi asciugate: vedrete che le vostre superfici in acciaio torneranno a brillare come nuove. Infine, la soda è efficace anche per rimuovere le macchie di tè nelle teiere in acciaio: immergerete in una soluzione di acqua calda e soda, risciacquate con acqua pulita e asciugate con cura.

Come pulire i lavelli di acciaio

I lavelli in acciaio sono diffusissimi nelle nostre cucine in quanto sono più resistenti rispetto a quelli realizzati con altri tipi di materiale, sono molto igienici e, nella maggior parte dei casi, anche antigraffio. Per la pulizia della superficie del lavello in acciaio affidatevi ad acqua e sapone oppure a un detersivo neutro, che andrete a passare nel senso della satinatura con una spugna sintetica; risciacquate e asciugate con un panno morbido o in microfibra. Non utilizzate detersivi che contengono il cloro, in polvere e paste abrasive e non usate pagliette metalliche per strofinare il lavello.

Come pulire le pentole in acciaio

L’acciaio è un materiale molto usato nella realizzazione delle pentole e dei tegami; nonostante la sua resistenza e le proprietà anti aderenti, può succedere che dei residui di cibo si attacchino alla pentole, soprattutto se è bruciato. Come intervenire per la pulizia, in questi casi? Basta lasciare le pentole in ammollo per circa 15 minuti, riempiendole con dell’acqua bollente e una goccia di detersivo liquido per piatti; trascorso questo tempo i residui di cibo potranno essere rimossi facilmente usando una normale spugna; non utilizzate spugne abrasive o metalliche.

Come pulire le impronte dagli oggetti in acciaio

Sulle superfici di ante o di altri oggetti decorativi in acciaio si possono formare delle antiestetiche impronte, soprattutto quando si tratta di accessori nuovi; per pulirle basta passare gli oggetti con un panno morbido oppure con una spugna imbevuta di acqua e sapone neutro, oppure con un semplice panno in microfibra; per le superfici in acciaio con finitura a specchio potete usare i comuni prodotti per la pulizia dei vetri.

Come togliere il calcare dall’acciaio

Per pulire eventuali residui di calcare da oggetti o superfici in acciaio potete usare i prodotti specifici in crema che si trovano in commercio oppure trattateli con una soluzione d’acqua e d’aceto che servirà a far sciogliere il calcare; fate agire e poi risciacquate e asciugate.

Come togliere le macchie resistenti dall’acciaio

Per togliere macchie resistenti dal lavello oppure da altre superfici e oggetti in acciaio, potete ricorrere all’aceto bianco bollente oppure dell’alcool denaturato che andrete a passare con un panno morbido; in ogni caso per evitare bruciature o aloni, fate attenzione a non appoggiare sui piani in acciaio pentole molto calde che andrebbero a danneggiare inevitabilmente la finitura del complemento.

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