Come combattere la sindrome da intestino irritabile

di Gianni Puglisi 0

Come combattere la sindrome da intestino irritabile

Ogni anno sempre più persone cominciano a soffrire della sindrome da intestino irritabile, in buona parte dovuta a lunghi periodi di tensione, nervosismi e stress. I sintomi più comuni, sono legati alla diarrea, alla stipsi, alla flatulenza, ai gonfiori e ai dolori addominali. Migliorare il benessere generale si può anche in queste condizioni e non soltanto cercando di rilassarsi e a non lasciarsi prendere troppo dai problemi che la vita puntualmente presenta. I disagi vengono causati pure in mancanza di problemi strutturali, tuttavia basta una minima irritazione per far si che le normali contrazioni ritmiche diventino irregolari e spastiche.

Per prima cosa, è buona abitudine mangiare, ogni giorno, 250 ml di yogurt con fermenti vivi Lactobacillus acidophilus o acquistare un integratore e leggere le istruzioni nell’etichetta. Per mantenere regolari i movimenti involontari quanto indispensabili dell’intestino, inoltre, bisogna assumere molte fibre. Tuttavia la crusca è da evitare, in quanto potrebbe irritare ulteriormente uno stomaco già provato e molto sensibile. La frutta e la verdura, poi, vanno aumentate e, giorno dopo giorno, si può aggiungere alla propria dieta qualche fiocco d’avena che, oltre alle fibre, contiene anche la mucillagine, una sostanza capace di calmare le pareti dell’intestino.Ottimo poi un integratore come lo psillio. In questo caso, procedete con mezzo cucchiaino sciolto in un bicchiere di acqua e, piano piano aumentate la dose, fino a due cucchiai al giorno.

Le fibre comunque vanno aumentate in quantità con il tempo, in quanto troppe tutte insieme possono causare fastidiosi gonfiori. Ci sono dei cibi, ancora, che possono scatenare i sintomi dell’intestino irritabile. Bisogna, però capire quali e allora, il consiglio, è quello di tenere un diario aggiornato con tutto ciò che si assume per una settimana e controllare giorni e alimenti che creano disturbi. Quasi sempre si tratta, in particolare, della caffeina, dei dolcificanti artificiali, degli agrumi, dei latticini, dei cibi grassi, dei cavoli e dei fagioli.

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