Come fare la pacciamatura

di Gianni Puglisi 0

Come fare la pacciamatura

Fra un po’ arriverà il freddo e si renderà necessario proteggere le piante del nostro giardino; una tecnica colturale perfetta per questo scopo è la pacciamatura, che consiste nel ricoprire con del materiale organico o inorganico la base delle aiuole e degli arbusti. Questa pratica è importante sia per difendere le piante dal freddo che per impedire lo sviluppo di infestanti e per ridurre l’uso di fertilizzanti e diserbanti.

La pacciamatura è ideale per proteggere le piante dal freddo ma anche per fornire loro del materiale utile per il loro nutrimento; infatti, ricoprendo il substrato con un strato di materiale organico, potrete mantenere il terriccio umido, soffice e fertile, facendolo diventare anche più drenante e poroso. Inoltre, la pacciamatura consente di riciclare molto materiale, il che è perfetto a livello di eco sostenibilità ambientale.

La pacciamatura può essere realizzata in due modi: con il materiale organico, ossia foglie, rami tritati, corteccia, torba e letame maturo, e quello inorganico come argilla e ghiaia. La pacciamatura organica è quella che garantisce maggiore nutrimento e si effettua disponendo alla base delle piante uno strato di foglie secche, rametti tritati ma anche gusci di noci, pigne e corteccia, quest’ultima particolarmente indicata per controllare la formazione delle erbe infestanti.

Se scegliete di pacciamare il terreno con del materiale inorganico, oltre alla ghiaia, ai sassi e all’argilla espansa, potrete usare anche sabbia di fiume e lapillo vulcanico, ma anche conchiglie e pezzetti di terracotta. Attenzione, però, alle conchiglie: non devono essere sistemate in prossimità di piante acidofile perché rilasciano calcio che è dannoso per piante che hanno già un pH acido.

Infine, ricordate che, prima di eseguire la pacciamatura, dovrete lavorare bene il terreno e poi disporre uno strato di circa cinque centimetri di materiale alla base delle piante da proteggere. Siccome la pacciamatura conserva naturalmente l’umidità del terreno, non esagerate con l’annaffiatura delle zone trattate.

 

Photo Credit | Thinkstock

 

 

 

 

 

 


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