Come fare stretching nel modo giusto: gli effetti

di Valentina Cervelli 0

Come fare stretching nel modo giusto? Non importa che si decida di fare attività di palestra o camminare per sgranchire le gambe e mantenersi in forma: prendersi cura dei propri muscoli è necessario al fine di non stare male dopo aver eseguito le attività fisica. Vediamo come regolarci.

Come fare stretching nel modo giusto: gli effetti

Fare stretching è importante per evitare infortuni legati a non essere pronti al movimento di muscoli e legamenti. Si tratta di qualcosa che dovrebbe essere considerato come fondamentale sia dagli atleti professionisti che dai semplici amatori che vogliono fare dell’attività fisica, a prescindere che si tratti da una gara o di un semplice allenamento.

Non è qualcosa che deve essere considerato noioso o inutile: riscaldarsi a dovere consente di potersi muovere riuscendo contemporaneamente ad aumentare la risposta del proprio corpo al movimento e a ridurre il tasso d’infortuni. Nessuno di noi vuole avere a che fare con contratture muscolari: loro dolore e spesso molto fastidioso è difficile da combattere senza prendere degli antidolorifici quindi meglio perdere qualche minuto in più a prepararsi piuttosto che affrontare dei giorni o delle settimane non solo dolorose ma anche senza allenamento.

Per convincerci a dedicare il giusto tempo allo stretching dovrebbe bastare il fatto che molti studi hanno sottolineato come farlo tutti i giorni aiuti a diminuire l’incidenza di traumi e a utilizzare in modo migliore le nostre energie durante l’attività.

Differenza tra stretching statico e dinamico

Come fare stretching nel modo giusto: gli effetti

Partendo dal presupposto che più muscolo è capace di allungarsi e più è capace di contrarsi e sviluppare forza, come regolarci per fare stretching in modo corretto?

La prima cosa che dobbiamo fare è imparare la differenza tra lo stretching statico e lo stretching dinamico: il primo è perfetto per estendere i muscoli e accompagnare la contrazione attiva dei loro antagonisti. Esso consente di aumentare il range di movimento dell’articolazione evitando strappi ai tendini e ai muscoli, riducendo gli squilibri della postura e il mal di schiena e non solo: aiuta anche a combattere il DOMS, il dolore muscolare a insorgenza ritardata.

Ovviamente bisogna seguire i movimenti indicati per il tipo di attività che si sta per eseguire o che sia stata eseguita.

Lo stretching dinamico invece è pensato per aumentare gradualmente l’estensione articolare, riscaldare il muscolo portandolo al limite della sua flessibilità sia per potenziare i risultati dell’attività fisica sia per evitare gli stiramenti. Questo tipo di stretching consente di riscaldare il liquido sinoviale contenuto nelle articolazioni, dando modo allo stesso d’irrorare l’articolazione e di scorrere. Quando si fa questo tipo di stretching come “effetto collaterale benefico” si ottiene un aumento del battito cardiaco, un aumento della temperatura corporea e un miglioramento della circolazione: si tratta dello stretching consigliato ai runner.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>