Come leggere le etichette alimentari

di Gianni Puglisi 0

Come leggere le etichette alimentari

Quanti di voi hanno l’abitudine di gettare nel carrello del supermercato tutto ciò che capita, senza leggere neppure l’etichetta dei prodotti? La vita moderna ci costringe spesso a dei ritmi forsennati ed il momento della spesa diventa sempre meno un piacere. Può capitare, dunque, di fidarsi ciecamente delle aziende di prodotti alimentari e dei negozi nei quali siamo soliti fare acquisti.

Leggere attentamente quanto riportato sull’etichetta dei prodotti alimentari è di fondamentale importanza, soprattutto per la nostra salute, che può essere messa a rischio da una scadenza oramai superata o da ingredienti nocivi.

E allora andiamo a vedere come si fa a leggere l’etichetta dei prodotti alimentari, in modo da trovarci pronti per la nostra prossima visita al supermercato.

L’etichetta di un prodotto alimentare deve riportare tutta una serie di indicazioni, prima fra tutte la denominazione di vendita. Su un pacco di pasta (benché la confezione lasci intravedere il prodotto) deve necessariamente esserci indicato “pasta”, in modo che il cliente sappia immediatamente che cosa sta comperando. E’ ovvio che l’esempio della pasta è un po’ banale, ma immaginate cosa succederebbe se sullo scatolame, ad esempio, non fosse indicato il contenuto del prodotto.

Sull’etichetta di un prodotto alimentare devono poi essere indicate le sostanze contenute nel prodotto in ordine di peso decrescente. Cosa significa? Che una scatoletta di tonno, per esempio, deve riportare come primo ingrediente il tonno, appunto, poi via via gli altri ingredienti ordinati per peso (olio, sale…).

Anche gli additivi devono essere indicati tra gli ingredienti ed il cliente deve saper riconoscere le varie sigle (da E100 ad E199 sono coloranti, mentre da 200 in su possiamo trovarci di fronte ad emulsionanti, antiossidanti o coloranti).

Sulla confezione del prodotto alimentare deve inoltre essere indicato il peso, la data di scadenza, il metodo di conservazione, il lotto di appartenenza e il nome della ditta che l’ha messo sul mercato.


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