Come rilassarsi in gravidanza

di Gianni Puglisi 0

Come rilassarsi in gravidanza

Nervosismi apparentemente immotivati, ansia e preoccupazioni sono tutt’altro che rari in gravidanza, anche se per il benessere fisico e mentale di mamma e bambino, bisognerebbe cercare di mantenere la calma e di non stressarsi, causa questa di molti parti prematuri. In realtà, ogni situazione è diversa dall’altra e, quindi, dare consigli resta sempre un discorso relativo, tuttavia si può sempre sfruttare qualche suggerimento per prepararsi ad accogliere con gioia il futuro bebè.

Ecco quindi cosa fare durante i nove mesi di gestazione:

  • quando siete stanche e quasi al limite e con la voglia di piangere, fate uno spuntino o una passeggiata. Se al lavoro siete sedure per lungo tempo, allungate braccia e gambe spesso per evitare mal di schiena o dolori al collo.
  • per fugare ogni preoccupazione, iscrivetevi ad un corso pre-parto e informatevi sul medico e l’ostetrica. Visitate pure l’ospedale dove partorirete.
  • nel primo e nel terzo trimestre di gravidanza, molte donne hanno bisogno di riposare al pomeriggio o al tramonto: tutto questo è normale.
  • ci sono future mamme che lavorano di più quando aspettano un figlio per coprire i mesi in cui mancheranno. Tuttavia, alla 32° settimana smettere di andare in ufficio per non affaticarvi e per non rischiare un parto prematuro.
  • lasciatevi aiutare e consigliare da chi ha già vissuto questa esperienza, magari un familiare stretto.
  • mettete due gocce di olio essenziale di rosmarino in un fazzoletto e respirate. Questa operazione serve a calmare le emozioni e donare equilibrio al sistema nervoso.
  • fidatevi delle essenze floreali che sono sicure per il piccolo e permettono alla madre di sentirsi riequilibrata.
  • il nuoto in questo periodo è perfetto, perchè l’acqua sostiene il corpo e non permette un affaticamento.
  • iscrivetevi ad un forum dove parlare dei vostri timori con altre ragazze nelle medesime condizioni.
  • cercate di non prestare troppa attenzione a chi vi ferma per raccontarvi delle storie terribili del parto: ogni evento è diverso dall’altro.

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