Come fare ordine nella dispensa e resistere alle “tentazioni” in cucina

di Gianni Puglisi 0

Come fare ordine nella dispensa e resistere alle "tentazioni" in cucina

Forse non ci avete mai pensato, ma iniziare a ordinare seriamente la dispensa può costituire un primo passo per dimagrire. Si, perchè è in questo modo che si ritrova la forza e la motivazione, per dire di no alle “tentazioni” in cucina. Questa attività andrebbe programmata almeno ogni sei mesi e, nel frattempo, dovrebbe portare anche a eliminare ciò che può fare male al fisico e alla salute, per lasciare spazio a prodotti naturali e leggeri, magari aiutandosi con frutta e verdure colorate che mettono tanta allegria.

Ecco qualche consiglio su come ordinare e, soprattutto, su cosa eliminare e cosa tenere nella propria dispensa:

  • limitate il consumo di grassi saturi, che fanno aumentare il colesterolo nel sangue. Lo trovate, soprattutto nei formaggi interi, nel latte, nella carne di manzo. Non esagerate nemmeno con lo yogurt, con il gelato e con i biscotti.
  • ci sono anche i grassi cosiddetti buoni, che invece fanno bene al corpo. E’ bene quindi consumare, senza eccedere, come sempre, le olive, le noci, l’avocado e quelli presenti nel pesce, che aiutano cuore e cervello.
  • attenzione però al fatto che i pesci grassi contengono pure delle sostanze inquinanti, quindi meglio optare per le specie non troppo grosse. Ok per quanto riguarda le sardine, le aringhe, gli sgombri, le acciughe, il salmone, le trote, i granchi e i molluschi.
  • ovviamente eliminate dalla dispensa le quantità di zucchero in eccesso, ma ricordatevi che questa sostanza si nasconde tenacemente pure dentro molti cibi non solo dolci ma, soprattutto, salati. Meglio, quindi, dare una occhiata anche alle confezioni, quando acquistate un prodotto.
  • le qualità più saporite dello zucchero di canna, sono quelle scure: il valore nutrizionale, inoltre, è lo stesso, ma ne serve una quantità inferiore. Meglio, ancora, provare con il miele.
  • attenzione anche a non eccedere con i cereali. Un recente studio ha dimostrato che, soprattutto i giovani, tendono a consumarne circa il 25 per cento in più.

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