Come scrivere un articolo di giornale

di Mariposa 1

Per scrivere un articolo non basta avere buone doti narrative, bisogna seguire alcune regole. Prima di tutto bisogna capire chi sono i nostri interlocutori e su che tipo di giornale stiamo pubblicando. Il pezzo dovrà cambiare a seconda che sia di cronaca, di economia, di cultura, di costume o spettacolo e avrà, a sua volta, un taglio differente se pubblicato su quotidiano o un periodico. Per essere più chiara, un pezzo di cronaca nera domani è già vecchio, invece, un articolo per un mensile di viaggi potrebbe essere riletto moltissime volte e restare attuale per lungo tempo.

La seconda cosa da tenere in considerazione è la lunghezza. I giornalisti ragionano in parole, battute o righe (ovvero 60 battute). È inutile scrivere un lenzuolo, quando si ha a disposizione lo spazio di una breve. Prima di iniziare la stesura bisogna aver raccolto il materiale, contattato le fonti e verificato la notizia.

Il terzo step riguarda invece la scrittura: un articolo deve essere asciutto, non deve contenere troppi avverbi e soprattutto bisogna utilizzare parole semplici, comprensibili a tutti. Organizzate ora una scaletta, che deve contenere:

  • L’attacco. È il primo paragrafo e all’interno ci devono essere le 5W, ovvero Who, What, Where, Why e When.
  • Lo svolgimento. È la parte centrale nella quale si racconta il fatto (mi raccomando cercate di seguire un ordine cronologico.)
  • La conclusione. Non è obbligatoria. In un articolo di cronaca, soprattutto, non bisogna dare opinioni e giudizi. Se non sapete come finire, chiudete dopo la spiegazione dei fatti. Non è un tema e nemmeno un corsivo.

Infine, bisogna pensare al titolo. Attenzione, difficilmente il cronista fa un titolo al suo pezzo. Prima di essere pubblicato, infatti, deve passare a quello che viene definito lavoro di cucina, ovvero i giornalisti interni alla redazione lo correggono, lo tagliano e lo impaginano. A quel punto viene formulato il titolo, che deve stare in una certa lunghezza (massimo 30 caratteri/battute) e attrarre l’attenzione di chi legge. Conseguenza? In molte occasioni titolo e articolo non corrispondono.

Commenti (1)

  1. Si riparla del pagamento dell’IMU sulla prima casa con una rendita superiore ai 750 euro. Negli anni 90, come tante altre migliaia di famiglie italiane che non sanno di abitare in case di lusso, ho costruito in cooperativa la mia unica casa nella città di Livorno secondo il piano PEEP (piano di edilizia economica popolare) contraendo un oneroso mutuo bancario. La rendita catastatale è di euro 1222,64 per cui lo scorso anno ho pagato un’IMU di circa 1000 euro contro la vecchia ICI di euro 558,72. Pertanto, secondo quanto si riparla attualmente in politica e come riportate nel giornale, continueremo a pagare caro questo odioso balzello alla faccia dei tanto ventilati sgravi fiscali.

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