Come aderire al Food Sharing

di Andrea 0

Come aderire al Food Sharing

In un periodo così difficile come quello che sta attraversando la società odierna, la parola d’ordine è evitare gli sprechi. Soprattutto quelli alimentari. Infatti anche nella dispensa della nostra casa o nel nostro frigo, a volte capita di avere dei prodotti prossimi alla scadenza che sicuramente non faremo in tempo a consumare.

Il loro destino penserete, è allora quello di finire inevitabilmente nella pattumiera andando ad aumentare quelli che sono già numerosi rifiuti urbani. Pensate che questo avviene in piccolo nelle nostre case ma in grandi quantità nei ristoranti supermercati eccetera. Però oggi fortunatamente non sempre è così.

Questo è possibile grazie a I Food Share, un utilissimo social network il cui scopo non è quello socializzare, bensì quello di mettere a disposizione di coloro che ne hanno bisogno, il cibo avanzato sia da persone comuni che da aziende agricole supermercati o anche ristoranti.
Ma come aderire al Food Sharing? E molto semplice, vi basta registrarvi al social ed inserire le vostre offerte. Queste verranno automaticamente pubblicate con le indicazioni relative alla data di scadenza dei prodotti messi a disposizione, al nome del donatore e alla città per cui è disponibile il prodotto.

Infatti aderire al Food Sharing, significa mettere in contatto, persone che vivono in una stessa area territoriale che possano in poco tempo, vista la deteriorabilità dei prodotti donati, mettersi in contatto tra di loro in modo tale da concordare le modalità di ritiro o della consegna del cesto.

Allo stesso modo per richiedere i prodotti alimentari di cui eventualmente avete bisogno, dovete registrarvi su I Food Share ed avviare una ricerca nella città in cui risiedete. Una volta trovata la cesta giusta, non vi resta altro da fare che richiederla attraverso il sistema di messaggeria Ifoodshare.org per concordarne il ritiro.

Concludiamo dicendo che aderire al Food Sharing permette di fare del bene donando del cibo a chi non ha più la possibilità di comprarlo o mettendolo a disposizione di enti assistenziali e parrocchie che possono così aiutare le numerose persone che giornalmente si rivolgono a loro per mettere un pasto in tavola.


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