Come riconoscere le false assicurazioni

di Daniela Commenta

Una recente ricerca condotta dall’Aci in collaborazione con le polizie locali ha evidenziato che è in aumento il numero delle assicurazioni false, ovvero di compagnie assicurative che non sono autorizzate ad operare; generalmente, queste compagnie hanno nomi stranieri e promettono polizze a prezzi più bassi di quelli presenti sul mercato, ma per legge non esistono.

Il fenomeno delle assicurazioni false è in crescita esponenziale, tanto che pare ne siano interessati almeno 3 milioni e mezzo di automobilisti i quali, se vengono trovati in possesso di Rc auto stipulate con queste compagnie non autorizzate, rischiano multe fino 3.200 euro e il sequestro del veicolo. Per tutelare gli automobilisti da queste truffe l’Isvap, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni, ha redatto e pubblicato sul proprio sito la lista delle assicurazioni autorizzate a operare in Italia.

Per riconoscere se un’assicurazione è falsa o vera, quindi, da adesso in poi basterà consultare la lista presente sul sito dell’Isvap; in ogni caso, gli accorgimenti da tenere per incorrere in brutte sorprese sono sostanzialmente tre.

Per prima cosa, quindi, verificate che la compagnia riportata sul tagliando sia abilitata ad operare in Italia e, soprattutto, se è abilitata al ramo r.c. auto, facendo una ricerca sul sito del’Isvap; fate attenzione anche alle compagnie straniere che approfittano di avere un nome molto simile a quelle abilitate per commercializzare le loro polizze senza averne i requisiti.

Verificate che l’intermediario sia abilitato alla professione di assicuratore, consultando il Rui sul sito dell’Isvap; se l’intermediario non è abilitato non vuol dire che la polizza sia falsa però è meglio non fidarsi. Infine, verificate la qualità del tagliando alla vista e al tatto, anche se è un discorso relativo in quanto molte compagnie online permettono la stampa delle polizze su comuni fogli bianchi; in ogni caso, per sicurezza, se il tagliando è originale, verificate il tratteggio ai lati.

Photo Credit: Thinkstock


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