Come calcolare i giorni fertili

di Gianni Puglisi 0

Come calcolare i giorni fertili

Calcolare i giorni fertili è molto importante se state cercando una gravidanza o se desiderate evitarla. Precisiamo una cosa: non utilizzate questo metodo come unico contraccettivo perché il rischio di restare incinta è decisamente troppo alto. Non sono molti i giorni, nell’arco di un mese, durante cui una donna può sperare nel concepimento. È quindi abbastanza inutile fare prove massacranti, obbligando il partner a orari assurdi, se non si conoscono i giorni dell’ovulazione. Come si calcolano?

È molto semplice. Considerate che un ciclo standard dovrebbe durare circa 28 giorni. L’ovulazione cade esattamente a metà. Ne consegue che dal 12esimo al 16esimo giorno di ciclo sarete probabilmente fertili. Come sempre il calcolo deve partire dalla data dell’ultima mestruazione (convenzionalmente si segna il giorno d’inizio).

Per verificare quindi l’andamento del vostro ciclo, usate un calendario. In questo modo potrete vedere se avete cicli regolari, cicli più lunghi o se siete un po’ sballate. Se i cicli sono un po’ più lunghi, non c’è alcun problema probabilmente l’ovulazione avverrà qualche giorno dopo. Per esempio su un arco di 30 giorni, sarà il 15 e via così. Se invece non siete regolari, conviene investigare con un’ecografia. Potreste magari avere ciste ovarica o l’ovaio policistico.

Questi due problemi non vi impediranno di avere bambini, anche se possono ridurre la fertilità. Ci sono comunque delle cure efficaci. Infine, utilizzate dei test per l’ovulazione, che sono dei validi strumenti per monitorare l’andamento del ciclo, con un po’ più di sicurezza. Questa tecnica di concepimento è anche chiamata Metodo Billings (MOB), perché ideato dal medico australiano John Billings (1918-2007).

Per l’esattezza il MOB verifica la modificazione del muco cervicale. Vi renderete conto di essere nella fase fertile, quando il muco apparirà più fluido e filante nel periodo dell’ovulazione. Anche questo un modo, oltre al calcolo dei giorni, per monitorare il proprio ciclo, anche in periodi di irregolarità, per esempio durante l’allattamento o in pre-menopausa.

Photo Credit | Thinkstock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>