Come gestire insieme smart working e animali domestici

di Valentina Cervelli 0

Come gestire insieme smart working e animali domestici? La pandemia di coronavirus in atto in tutto il mondo ha portato milioni di lavoratori a doversi adattare a un approccio differente al proprio impiego tentando di rendere accettabile la condivisione dello spazio lavorativo con i propri animali domestici, non sempre volenterosi di stare buoni e tranquilli.

Come gestire insieme smart working e animali domestici

Animali e smart working mix esplosivo

Possedere un animale domestico, che si tratti di un cane, un gatto o un coniglio, ha rappresentato una vera manna dal cielo dal punto di vista psicologico per coloro che si sono trovati a dover rimanere chiusi in casa nel corso dell’emergenza coronavirus. Ma allo stesso tempo è stato facile notare come la presenza maggiorata in casa dei propri padroni abbia reso gli amici a quattro zampe sempre più volenterosi di giocare e entrare nello spazio personale di quest’ultimi.

Che si tratti di un abbaio o della ricerca di coccole, gli animali domestici hanno fatto sentire la propria presenza in modo non sempre opportuno, salendo sulle tastiere dei computer o abbaiando felice nel corso di meeting on-line con colleghi e capi. Non è impossibile gestire questa situazione, basta semplicemente un po’ di pazienza e la voglia di educare i propri animali.

Come regolarsi con i propri animali

Come gestire insieme smart working e animali domestici

Ovviamente la prima soluzione a portata di mano di chi si trova a dover fare smart working in compagnia del proprio cane o gatto è quello di creare un angolo di lavoro separato, al fine di evitare distrazioni e cercando di mettere una sorta di distanza fisica tra l’animale e la sua distrazione, ovvero il padrone.

Il tutto però deve essere intervallato da piccole pause nelle quali la persona potrà sia avere un piccolo stacco, sia normalizzare la situazione per l’animale domestico.

Allo stesso tempo è importante però lavorare su se stessi, tentando di non cedere a ogni singolo tentativo del cane o del gatto di attirare l’attenzione su di sé: in questo modo infatti l’animale si troverebbe a gestire l’intera condizione con un potere che non dovrebbe avere sull’attività svolta dal suo umano.

Infine, ma non per importanza,  bisogna imparare a essere flessibili: lavorare in smart working non è semplice né dal punto di vista tecnico né da quello umano, ma non è impossibile. È necessario riuscire a trovare un equilibrio tra le esigenze personali e quelle degli animali lavorando sulla loro educazione ma al contempo evitando programmi troppo rigidi che non prevedono spazio per eventuali imprevisti.


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