Come proteggere la pelle dall’eritema solare

di Mariposa 1

L’eritema solare è forse il disturbo da tintarella più temuto. Purtroppo il sole diretto può creare uno stato di irritazione molto fastidioso (dà prurito, bruciore, si possono manifestare delle vesciche e delle lesioni e rendere particolarmente sensibile la pelle).  È quindi molto importante prevenire questa patologia (detta luciti polimorfe), tra l’altro molto comune, per evitare di rovinarsi le vacanze.

L’eritema solare si può manifestarsi sia dopo ore di esposizione sia ai primi raggi (bastano in alcuni soggetti 15 minuti). Colpisce soprattutto le donne in giovane età, tra i 20 e i 35 anni. Non per questo le signore più grandi o gli uomini non debbano fare attenzione ed evitare il rischio. Le zone più soggette sono il collo e il decolleté, il viso, ma anche le mani, le braccia e i piedi.

Come si previene l’eritema?

La prima cosa da fare è preparare la pelle, nelle settimane che precedono l’esposizione. In farmacia vendono degli integratori alimentari, estremamente validi, a base di vitamine (E e C), zinco, selenio e betacarotene, proprio indicati per la cura dell’eritema solare. In linea di massima il trattamento deve durare circa 30 giorni. Oltre agli integratori, poi, si deve cercare di seguire una dieta ricca di prodotti rossi e arancioni, come i pomodori, l’anguria, le carote, i meloni, le albicocche e tutti quei cibi che presentano come ingrediente fondamentale, per la protezione della pelle al sole, il già citato betacarotene.

Il fatto che non vi sia mai venuto l’eritema, non vuol dire che non vi possa capitare. È, infatti, recidivo nelle persone soggette, ma può anche insorgere occasionalmente. È quindi bene esporsi al sole seguendo le classiche indicazioni: evitare le ore più calde (dalle 12 alle 16), usare sempre una protezione solare alta e applicarla costantemente, soprattutto dopo il bagno o se si suda molto. Chi ha problemi di eritema deve utilizzare le soluzioni in acqua e spray, ed evitare di spalmare il prodotto, soprattutto se a contatto con la sabbia. Lo sfregamento intensifica il disturbo. Inoltre, le protezioni in crema tendono a ostruire i pori e aumentano la possibilità di irritazione. Si consiglia di farsi sempre una doccia con acqua dolce, dopo aver fatto il bagno in mare, per lavare via il sale.

È meglio non usare prodotti per accelerare la produzione di melanina, che siano attivatori solari in crema, autoabbronzanti o lampade. Inoltre, ricordate che le creme schermanti potrebbero non essere sufficienti. Portate sempre con voi in spiaggia dei capi leggeri, in cotone, ma coprenti. Se sentite la pelle tirare, anche in assenza di scottature o di macchie rosse, copritevi con cura. Oggi esistono dei bellissimi caftani a manica lunga che possono fungere da anti-eritemi in modo ottimale. Mi raccomando, gli abiti devono essere sempre traspiranti e in fibra naturale.  Proteggete anche la testa, con un cappello con visiera, e gli occhi con occhiali da sole. Non c’è un gran sole, avete scelto una settimana un po’ sfortunata? Non importata. Ricordate che i raggi passano anche attraverso le nuvole e tutti i consigli elencati sopra devono essere seguiti alla lettera a prescindere dal meteo.

Come curare l’eritema?

Se non avete fatto in tempo a prendere tutte le precauzioni giuste e anche quest’anno l’eritema ha fatto capolino, cosa potete fare? Prima di tutto è necessario astenersi dal prendere il sole, per non peggiorare la situazione e applicare sulla zona interessata delle pomate specifiche, consigliate dal medico, finché i segni dell’eritema non svaniscono. In alcuni casi, potrebbe volerci del cortisone, degli antinfiammatori o degli antistaminici (è un fenomeno di fotoallergia).  Tenete sempre la pelle ben pulita e detersa, evitate di utilizzare le creme per il corpo, soprattutto se molto profumate, e state coperti. Inoltre, una volta rientrati dalle ferie si consiglia di chiedere una visita medica a un dermatologo, per verificare se ci sono stati danni alla pelle e poi quali possono essere state le cause di una tale sensibilità al sole.

Photo Credit| ThinkStock


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